LIFESTYLE
Il libro del mese
A cura della redazione ASSITECAOnora il padre
Autobiografia di un imprenditore
AUTORE: TOMMY BERGER
Editore: MARSILIO
Anno di pubblicazione: 2007
Tommy Berger sognava di vivere il resto della propria vita sull’oceano, a bordo del proprio yacht di 54 metri con serbatoio da 80.000 litri, eliporto per l’elicottero Agusta, cinque cabine a tre o due letti e 14 uomini d’equipaggio. Un sogno perfettamente realizzabile per un uomo di successo dal patrimonio stimato in 150 milioni di dollari, una fortuna creata grazie a prodotti di successo come il caffè Hag, le acque minerali Levissima, Fiuggi, Fabia, Sangemini, Ferrarelle e Uliveto, le lamette Wilkinson e persino i mitici leccalecca Chupa Chups.
Tommy Berger, però, si ritrova a dover vivere tra una casa in affitto a Lugano e un appartamento a Miami, acquistato con un mutuo sul 90% del valore.
Il motivo? I tre figli, con la complicità dei quattro consulenti finanziari stipendiati dal padre, lo hanno estromesso dal suo stesso patrimonio lasciandogli qualcosa come 4 o 5 milioni di dollari.
Neppure 1 milione e mezzo di dollari spesi in cause legali sono bastati per riavere almeno l’amato yacht, oggetto sì del desiderio di Berger, ma anche elemento chiave dell’amara vicenda che lo ha portato a disconoscere i figli.
Tutto ha inizio nel 1992, quando, dopo 45 anni di lavoro, Berger decide di non cedere l’azienda ai figli, non ritenuti all’altezza, ma di venderla per ricavarne 360 miliardi di lire, la metà esatta per sé. A sessantatré anni è un uomo ricco, salutato dal figlio con l’epiteto “Ecco la ricchezza che cammina”. Ma i guai iniziano presto: dopo aver blindato il patrimonio in un trust, che fruttava ben 7,5 milioni di dollari l’anno, i figli e i consulenti persuadono Tommy Berger che il capitale sarebbe stato esposto a rischi perché, facendo tappa d’inverno a Miami con lo yacht, il fisco americano avrebbe potuto esigere tasse elevatissime. La soluzione proposta dai consulenti? Per evitare che tutti i beneficiari del trust fossero costretti a sborsare ingenti somme di denaro, l’unica via di fuga sarebbe stata quella di escludere dai beneficiari del Tommy Berger Trust nientemeno che Tommy Berger, in cambio di un equivalente economico. L’imprenditore si fida e accetta.
Nel 2003, però, Tommy Berger è fuori: da tutto, perfino dalla barca su cui amava passare le giornate. Gli restano una fettina di patrimonio, un’enorme sete di rivalsa (che lo ha persino portato a sottoporsi a una perizia psichiatrica per evitare che i figli tentassero di farlo interdire) e il suo libro, nel quale attacca i figli e in cui si rivolge ai nipoti, ai quali cerca invece di trasmettere valori quali onestà e lealtà.
E’ amara quanto affascinante la vita di quest’uomo di successo, provato dalla vita fin dall’infanzia per la fede ebrea, costretto a lavorare nei campi di lavoro nazisti ma capace, a guerra finita, di ricominciare tutto da capo e di costruirsi un impero. Ora, a 78 anni e con tutte le forze, continua a lottare e riesce persino a trovare il sarcasmo per pubblicizzare la propria biografia: “Figlio mio, tutto questo un giorno sarà tuo. Ho detto: un giorno!”.

