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Le novità dal Salone di Ginevra
Giunto quest'anno alla sua 77esima edizione, il Salone di Ginevra appena conclusosi rappresenta senza dubbi la vetrina automobilistica europea più ambita dalle case produttrici, sopratutto da parte dei produttori continentali.
Le novità presentate sono state numerose: la nuova Skoda Fabia, la nuova Fiat Grande Punto Abarth, il prototipo Jaguar C-XF ma anche la nuova Serie 3 Cabrio di BMW o l'interessante roadster a due posti Audi - KTM X-Bow. Tedesche sono anche la nuova Porche Cayenne, vera icona del SUV in chiave moderna, e la nuova Mercedes Classe C.
Forti novità anche dalla limitrofa terra francese: SUV Citroen C-Crosser e Peugeot 4007, nonché la nuova 207 CC e la monovolume Citroen C4 Picasso 5 Posti. Tutta nuova anche la wagon di punta svedese Volvo V70, che si affiancherà alla concept XC60 .
AssitecaNews propone ai suoi lettori quattro modelli destinati a fare la storia almeno dei prossimi due anni
MERCEDES C
Dopo una serie di vetture innovative come concezione e design, era difficile pensare che per realizzare la nuova classe C alla Mercedes avrebbero seguito percorsi più classici. Ovvero quelli in cui l'evoluzione di un modello punta ad una carrozzeria dalle linee più attuali, prevede motori più potenti ma più sobri ed ecologici e propone soluzioni più avanzate per la sicurezza, il comfort, l'intrattenimento e l'informazione. Questa strategia assicura innovazioni significative accompagnate dall'ampliamento della possibile clientela. Così la definizione della nuova classe C ha seguito una direttrice che, pur imprimendo al nuovo modello i connotati tipici di una Mercedes, ha generato una personalità trasversale, capace di sdoppiarsi in varianti d'impronta classica e sportiva. Queste ultime ammiccano a un pubblico più giovanile e sono destinate a infastidire, soprattutto, altre tedesche: le bavaresi Audi A4 e BMW serie 3. Il risultato non è stato ottenuto cambiando in maniera radicale la linea o i contenuti tecnici ma soltanto con interventi sulle sovrastrutture della carrozzeria. Addirittura la nuoca classe C adotta due tipi di frontale: quello delle versioni Avantgarde sfoggia uno scudo paraurti integrato da ampie prese d'aria e una calandra a lamelle, in cui campeggia una grande stella a tre punte, come sulle Mercedes sportive. La caratterizzazione è completata da profili cromati e in alluminio in varie zone per la distribuzione dei volumi, della carrozzeria, dai gruppi ottici posteriori con trasparenti scuri e da cerchi da 17", che sostituiscono quelli da 16" che equipaggiano invece la Classic ed Elegance. Queste ultime conservano la rassicurante espressione dovuta alla tradizionale mascherina su cui poggia la piccola stella a tre punte.
L'operazione "double-face" è semplice, ma convincente perché si integra perfettamente nei lineamenti della nuova classe C. Che complessivamente si ispirano a quelli della classe S per la distribuzione dei volumi, l'alternanza di superfici morbide e tratti decisi, il frontale spiovente e la coda alta, che imprimono al profilo un andamento cuneiforme, gli sbalzi ridotti e i passaruota muscolosi.
A conferire un comportamento spigliato alla nuova classe C provvede, fra l'altro, il pacchetto Agilità Control. E' di serie su tutte le versioni e, oltre a sterzo e cambio meccanico definiti in maniera da offrire risposte particolarmente pronte, include gli ammortizzatori selettivi. Evoluzioni di quelli impiegati sulla classe A, adeguano il grado di smorzamento alle condizioni di marcia senza l'ausilio di sensori e dispositivi elettronici. In pratica, sono ammortizzatori idromeccanici che, tramite valvole supplementari poste all'interno, assicurano un assetto morbido alle andature normali e più rigido per coniugare dinamismo e sicurezza. Completano un assetto che s'avvantaggia di sospensioni anteriori (McPherson) e posteriori (multilink) evolute rispetto al passato e di regolazioni adeguate al passo e alle carreggiate più larghe - davanti di 4,4 cm , dietro di 7,6 cm - rispetto a quelle della serie precedente. Il pacchetto Agilità Control si innesta su un corpo vettura dalla ripartizione del peso più equilibrata sui due assali, grazie all'arretramento del motore.
Dalla classe S, invece, la C riceve l'Adaptive Brake, un sistema che aiuta il guidatore nelle partenze in salita, provvede alla costante asciugatura dei dischi freno nella marcia sul bagnato - con brevi impulsi di frenata che consentono alle pastiglie di tergere la superficie dei freni - e determina il pre-caricamento dell'impianto in situazioni potenzialmente critiche.
PORSCHE CAYENNE TURBO
Gli ingegneri e i tecnici Porsche hanno compiuto il miracolo, trasformando un fuoristrada di quasi 4,8 metri di lunghezza, 1,7 di altezza e circa 2 di larghezza - nonché di 23 quintali di peso - in una vettura dai connotati estremamente sportivi, ma che nel contempo si può usare tutti i giorni e con un comfort da ammiraglia di lusso.
Ecco il nuovo Cayenne, arrivato a rinverdire l'inaspettato successo ottenuto con i primi modelli fin dal lancio. I 150mila Cayenne già venduti in quasi 4 anni e mezzo (quasi il doppio di quanto previsto e programmato, oltre il 35% delle vendite della Casa) testimoniano un successo di prodotto, di immagine, di innovazione e di marketing assoluto. Un caso aziendale da studiare.
La seconda generazione della Porsche Cayenne avrà tre modelli: il normale sei cilindri 3.600 cc, ora da 290 cv, il Cayenne S otto cilindri aspirato a V da 4,8 litri e 385 cv, e infine la versione Turbo, anzi biturbo, 8 cilindri a V da 4,8 litri , con sovralimentazione e potenza di ben 500 cv. Non si tratta di un semplice restyling, bensì di tre vere nuove versioni, con un'estetica più aggraziata, a partire dal design dei fari anteriori e posteriori, per arrivare allo spoiler frontale, ora collocato più in basso. E' stato aggiunto anche uno spoiler sul tetto. I due doppi terminali di scarico sono molto "cattivi", così come i nuovi cerchi da 21" e pneumatici a profilo ribassato, che conferiscono alla vettura un focus estetico più basso, più muscoloso e sportivo. Anche la possibilità di configurare l'assetto sul modus sportivo con il tasto Sport, abbassando l'altezza della vettura di 22 mm , rende il telaio ancor più sportivo e con una minor resistenza aerodinamica. Infatti, grazie alle nuove linee di carrozzeria, anche il Cx è sceso, raggiungendo un ottimo valore di 0,35 per tutti e tre i modelli. L'abitabilità interna è degna di una limousine lussuosa, i sedili di pelle sono abbastanza avvolgenti con innumerevoli possibilità di regolazione e la visibilità è ottima. Nel tradizionale stile Porsche, sono completi anche la strumentazione di bordo e il cruscotto, con inserimento di schermi e monitor digitali, forse anche fin troppo prodighi di informazioni.
La vera novità tecnica è il dispositivo Pdcc (Porsche Dynamic Chassis Control). Si tratta di un ingegnoso sistema a comando elettronico che , grazie a due stabilizzatori, irrigidisce da un lato e ammorbidisce dall'altro la barra antirollio, compensando quasi del tutto l'inclinazione naturale delle curve, e quindi migliorando la tenuta di strada e la trazione, l'handling con veloci cambi di carico e il comfort. I freni sono potenti e pronti, grazie al sistema di riempimento anticipato dell'impianto frenante in funzione non appena si rilascia di scatto l'acceleratore, e permettono di sfruttare al meglio l'accelerazione e la potenza del motore, ora progettato con il nuovo sistema di iniezione diretta della benzina direttamente nei cilindri. Grazie a ciò si sono ridotti sensibilmente i consumi (oggi pari a soli 14,9 litri ogni 100 km ). Tuttavia la rilevazione è stata effettuata a una media di 100 km/h . Infatti, messo alla frusta con una guida sportiva e con cambiate continue, il turbo non fa più di 4/5 km/litro. D'altronde, questa motorizzazione è la massima espressione di potenza installata su un Suv, nella modalità semi-manuale capace di raggiungere una velocità di ben 275 km/h .
L'auto ha un'ottima tenuta anche sullo sterrato, con pneumatici stradali e per giunta a profilo ribassato. IL Ptm (Porsche Traction Management) ripartisce elettronicamente la potenza del motore tra gli assi anteriore e posteriore, modificando autonomamente e in tempo reale il rapporto di ripartizione della trazione. Il Pdcc mantiene l'assetto piatto, e l'Abs non permette il bloccaggio delle ruote. Tutto è studiato per rendere l'auto più sicura e impedire le uscite di strada.
LEXUS LS 460
Nell'aspetto ricalca gli schemi e i volumi delle ammiraglie europee, tradizionalmente aveva come riferimento la Mercedes, mentre più di recente sembra aver tratto qualche ispirazione anche dalla Bmw. Vista di fronte, conserva le forme massicce che ne sono diventate un po' un segno distintivo anche se, cambiando angolazione, il profilo si scopre affusolato e con quella caratteristica curvatura del padiglione che conferisce un aspetto abbastanza grintoso.
La gommatura generosa su cerchi da 19" e il rapporto tra carreggiate, passo e ingombri della carrozzeria conferiscono una spiccata sensazione di solidità e dinamicità ad un'auto da 2.000 chilogrammi e di dimensioni ragguardevoli. L'interno è ricercato ma perde un po' il carattere sportivo del complesso esterno per lasciare spazio al comfort e alla qualità sia dei materiali sia delle lavorazioni. Non sono presenti elementi di design distintivi o particolarmente innovativi, ma la sensazione di opulenza è ottenuta dalla quantità di comandi e accessori e dalle loro generose dimensioni.
La console centrale è dominata dallo schermo multifunzionale di ben 8 pollici che comanda una marea di funzioni. Quello che non fa il dislpay è disseminato sul cruscotto o sul volante, inevitabilmente non tutti i comandi sono facilmente raggiungibili o interpretabili. L'abitabilità complessiva è buona ma non eccessiva, mentre l'accesso è penalizzato dalla scarsa altezza da terra alla quale si vengono a trovare le sedute dei sedili. Ed è forse l'unico handicap di questa prestigiosa vettura, insieme alla scelta di installare il visore multimediale per i posti posteriori nel tetto e non nei poggiatesta dei sedili anteriori.
La 460 è dotata di un poderoso V8 di 4,6 cilindri, che fornisce potenza e coppia in abbondanza e presenta la maggior potenza specifica di tutte le altre prestigiose ammiraglie, in rapporto alla cilindrata effettiva, merito della iniezione diretta con due iniettori per cilindro e della fasatura variabile dei quattro alberi a camme. Questo motore silenziosissimo e fluido è accoppiato ad un cambio automatico/sequenziale dotato di ben otto rapporti che supera in questa rincorsa il blasonato 7G-Tronic di Mercedes. Questo cambio è stato sicuramente concepito per migliorare la precisione con cui il rapporto si adatta alle condizioni di guida. Purtroppo, la logica di funzionamento della modalità sequenziale è indipendente dai comandi che vengono impartiti con la leva. Così il display indica che si è impostato la sesta marcia o la settima ma in realtà il cambio si trova in quarta o in quinta perché i parametri richiedono in quel momento per il computer quel rapporto, senza indicare che marcia sia inserita, cosa difficile da percepire a orecchio per merito/colpa dell'ottima insonorizzazione e della fluidità del cambio stesso, penalizzato solo da qualche ruvidità di innesto in particolar modo nelle scalate delle marce più basse o in determinate situazioni di kick-down.
In generale, è meglio lasciarsi guidare da tutti gli automatismi che sono installati a bordo magari scegliendo il programma Sport delle sospensioni, quando si ha intenzione di accelerare decisamente o si è in presenza di vento laterale. Ma anche in condizioni normali la vettura ha un atteggiamento agile, un raggio di sterzata contenuto e una buona predisposizione a cavarsi dagli impicci del traffico nonostante la mole. La LS 460 è dotata di ogni ausilio elettronico alla guida ed oltre al già visto radar abbinato al controllo di velocità. Per la distanza di sicurezza dispone di funzione di anticollisione in grado di prevenire gli incidenti agendo sul sistema frenante del veicolo mentre i pretensionatori stringono le cinture per ridurre il rischio di traumi da impatto. Una delle novità è rappresentata dal sistema Lka in grado di "leggere" le linee di segnaletica orizzontale presenti sulle strade e di mantenere all'interno della corsia la vettura. Tale sistema arriva a intervenire sullo sterzo e modifica la traiettoria al fine di mantenere la vettura all'interno della corsia.
VOLVO V70
La nuova versione della Volvo familiare di punta, la V 70 si potrebbe sintetizzare con la parola "perfezionamento". Tuttavia, oltre a una grande attenzione a comfort, versatilità e solidità, come nella miglior tradizione della Casa, sono stati apportati numerosi aggiornamenti stilistici di una certa efficacia. L'obiettivo Volvo è di vendere 75mila V70 all'anno con un 80% del prodotto destinato all'Europa. "La familiare - spega Friedrick Arp numero uno di Volvo - rappresenta dal 1950 la nostra specialità. Abbiamo sviluppato - prosegue Arp - la nuova V70 dando la priorità al comfort. I passeggeri posteriori e il bagaglio viaggiano in prima classe. Non è un'auto pensata solo per le famiglie, ma anche per chi ha uno stile attivo e chiede tutto all'automobile". La V 70 ha ricevuto un ampliamento anche della gamma delle motorizzazioni, con alcune new entry decisamente importanti: per la prima volta saranno disponibili per la V 70 due 6 cilindri: un inedito turbo da 285 cavalli con trazione integrale di serie e il 3.2 aspirato da 238 cavalli già utilizzato sulla S80 e sulla XC90. Sempre possibile, poi, rivolgersi alla gamma di motorizzazioni diesel da tempo punto di forza di Volvo e, per la gioia dei difensori dell'ecologia, a un propulsore della famiglia FlexiFuel a bio-etanolo, accreditato di 45 cv.
Ospitare i 6 cilindri nel vano motore è stato possibile grazie alla rinnovata architettura della scocca, progettata anche per migliorare abitabilità e possibilità di carico della vettura. All'aumentato comfort per i passeggeri anteriori, frutto della razionalizzazione dell'abitacolo con comandi e strumenti riprogettati in chiave ergonomica, fa eco il maggior spazio a disposizione dei passeggeri posteriori con tanto di sedute più ampie. I sedili dietro possono essere ribaltati in maniera frazionata in funzione delle esigenze di carico. La V 70 è la familiare più flessibile della sua classe di mercato.
Come da tradizione, gran parte dell'attenzione è andata all'evoluzione delle dotazioni di sicurezza. "Volevamo costruire - spiega Ingrid Skogsmo, direttrice del Centro Sicurezza Volvo - l'automobile più sicura della sua classe. La V 70 ha un sofisticato network di sistemi di sicurezza interattivi capaci di assorbire gran parte dell'energia d'urto. Infine, per la protezione dei bambini abbiamo una novità mondiale". Prevista, infatti, una specifica ed esclusiva soluzione per la sistemazione di bambini di altezza compresa tra 95 e 140 centimetri , con un peso da 15 a 36 chili, con appositi sedili integrati provvisti di doppio cuscino e regolabili con due diverse posizioni di altezza. Garantiscono un superiore livello di sicurezza, ben coadiuvati, tra l'altro, da air bag a tendina di 60 mm. Per quello che riguarda la "zona" di carico (volume passato da 485 a 540 litri ) da dire che, oltre ai molti accessori utili alla personalizzazione del vano, è stato previsto un fondo scorrevole per coprire un'ampia area portaoggetti. Quest'ultima, volendo, può anche essere chiusa a chiave. Il portellone posteriore non solo è stato rivisto profondamente sotto il profilo stilistico, con parte dei gruppi ottici integrati, ma ha la possibilità di aprirsi in maniera frazionata e con tanto di sistema elettrico. La V 70 verrà commercializzata in Italia dopo l'estate, visto che in Scandinavia le vendite cominceranno solo agli inizi di agosto. Rivali della Volvo 70 la Mercedes Classe Esw, la Chrysler 300 Csw, la Bmw serie 3 Touring e l'Audi A6 Avant.

