Lifestyle
In forma per l'estate
Non vorrete affrontare l'estate e la tanto temuta prova costume con qualche chilo di troppo?!
E' sicuramente arrivata l'ora di seguire un alimentazione più sobria ed equilibrata, soprattutto per rigenerare il proprio corpo dopo un inverno sedentario. Sentirsi in forma e bene con se stessi è l'obiettivo che tutti si pongono in questo periodo, ma qual è la dieta giusta da seguire? A quanti e quali sacrifici ci si dovrà sottoporre per perdere quei 2/3 (ma forse anche 5/6) chili di troppo? Seguire una dieta è una cosa seria e, rispetto al fai da te, è sempre meglio rivolgersi a un medico specialista. Il nostro obiettivo non sarà quindi quello di fornire una dieta specifica, ma di illustrare le principali diete per conoscerne le finalità e le proprietà.
Una falsa certezza da cui si parte quando si comincia una dieta è che si deve eliminare la pasta, o quanto meno se ne deve ridurre considerevolmente la quantità assunta. Questa idea è parzialmente sbagliata, quanto meno perché esistono diete che si fondano sull'assunzione di questo alimento. La dieta della pasta consente al corpo di mantenere un regime alimentare equilibrato e, salvo diverso parere medico, può essere seguito tranquillamente da tutti. È particolarmente indicata per chi ha il metabolismo lento e ha problemi di digestione. Permette di perdere 5-6 chili in un mese senza troppa fatica perché è una dieta di tipo qualitativo e non quantitativo: non richiede, cioè, un calcolo ossessivo delle calorie ma si basa soprattutto sugli abbinamenti giusti.
Altro esempio di dieta facile da seguire è quella della mozzarella, che
fornisce circa 1.300-1.400 calorie giornaliere. Tale dieta, particolarmente indicata per chi ha carenza di calcio, è leggermente proteica, anche se nel complesso risulta equilibrata nelle quantità di nutrienti. La composizione di una giornata tipo è: proteine 18,5%, lipidi 29%, carboidrati 52,5%. Va seguita per un mese e permette di perdere 3-4 chili. La mozzarella è l'ingrediente principale, ma non va consumata tutti i giorni per rendere i menù vari ed equilibrati. Come in qualsiasi regime alimentare corretto, viene consigliata l'assunzione di 1,5 - 2 litri di acqua naturale al giorno. Si può raggiungere tale quantità anche con tè, tisane, camomilla, da dolcificare solo con dolcificante ipocalorico. Per condire e cucinare si possono utilizzare 6 cucchiaini d'olio extravergine d'oliva ( 3 a pranzo e 3 a cena), poco sale (un cucchiaino al giorno). Spezie, erbe, succo di limone e aceto si possono consumare liberamente.
Diversa ancora è la dieta del lunedì, che consiste nell'iniziare la settimana in modo depurativo con una drastica riduzione delle calorie (soltanto 600), fornite soprattutto da alimenti vegetali e bevande dalle proprietà diuretiche, disintossicanti e riequilibranti. Dal martedì al sabato, pur senza pesare i propri alimenti, è necessario evitare alcuni tipi di cibo (per esempio dolci e insaccati) e privilegiare il consumo di verdure, pesce e alimenti integrali. Il menù della domenica è libero, ma occorre sempre far prevalere sempre il buon senso e la moderazione sulla golosità. Lo scopo principale di questo tipo di dieta è quello di depurare l'organismo, ma anche quello di perdere peso in maniera equilibrata, imparando ad alimentarsi in maniera corretta.
Più nota e di altro genere è la dieta a zona, ideata dal biochimico americano Barry Sears verso la fine degli anni '80. Sears ha usato il termine "zona" proprio per indicare un determinato tipo di alimentazione che consente di raggiungere uno stato di equilibrio mentale e fisico. Questa dieta rappresenta, dunque, un modo diverso di pensare al cibo, un vero e proprio stile di vita. Spesso la dieta a zona viene descritta come una dieta del 40 - 30 - 30, ovvero avente il 40% delle calorie derivante dai carboidrati, il 30% dalle proteine e il 30% dai grassi. Questo modo di descrivere la dieta a zona non è del tutto corretto. Infatti, la dieta a zona non entra nel merito delle calorie assorbite quotidianamente ma riguarda la quantità assoluta di proteine che vengono assimilate e, quindi, i carboidrati e i grassi richiesti a ogni pasto per ottenere la corretta risposta ormonale del nostro organismo. L'ammontare di ciascun macronutriente deve essere conforme alla percentuale di massa magra/grassa dell'individuo e al livello di attività fisica svolta. Ci sono ad esempio alcuni alimenti che vanno assunti in quantità limitata perché contengono molti carboidrati, che normalmente sono assorbiti velocemente, determinando alti livelli di glicemia con relativo incremento dell'insulina nel sangue. Questi alimenti ad "alto indice glicemico" sono costituiti, in particolare, dalle bevande ricche di zucchero, dai dolci, dai biscotti, dalle patate, dal pane, dal riso, ecc.. Ci sono altri alimenti che pur contenendo carboidrati, ne contengono pochi fra quelli a rapida assimilazione: dunque non innalzano né la glicemia né i tassi di insulina nel sangue. A questa categoria di cibi appartiene la maggior parte delle verdure e della frutta.

