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La finanza in pillole



La produzione industriale italiana a marzo 2007

Uno degli strumenti statistici per valutare il trend dell'economia di un paese è lo studio dei dati relativi alla produzione industriale. Nel mese di maggio l'Istat ha diffuso i dati relativi al primo trimestre 2007, sia per quanto riguarda la produzione industriale sia per quanto riguarda il trend dei prezzi alla produzione.
Secondo i dati dell'Istituto Nazionale di Statistica, nel mese di marzo 2007 l'indice della produzione industriale è risultato pari a 110,5 con una diminuzione dello 0,9% rispetto a marzo 2006 (111,5). Al contrario, ragionando su base trimestrale, nel periodo gennaio-marzo 2007 si è registrato un aumento dello 0,9% rispetto al corrispondente periodo del 2006.
L'indice della produzione corretto per i giorni lavorativi ha registrato nel mese di marzo 2007 un aumento tendenziale dell'1,6%; da considerare che i giorni lavorativi sono stati 22 contro i 23 di marzo 2006. Nei primi tre mesi del 2007, a parità di giorni lavorativi, l'indice alla produzione ha segnato, rispetto al primo trimestre del 2006, un incremento dello 0,9%.

cavi alta tensioneConfrontando i dati settoriali di marzo 2007 con quelli di marzo 2006, emerge chiaramente che l'indice della produzione industriale, corretto per i giorni lavorativi, ha registrato incrementi per i raggruppamenti dei beni strumentali (+5,0%), dei beni di consumo (+3,0% per il totale, +3,3% i beni non durevoli, +1,2% per i beni durevoli) e dei beni intermedi (+1,2%). Il raggruppamento dell' energia ha registrato, invece, una variazione negativa (-5,4%).
Nel confronto tra il periodo gennaio-marzo 2007 e lo stesso periodo dell'anno precedente, si sono registrati incrementi del 5,5% per i beni strumentali, dell'1,3% per i beni intermedi e dell'1,1% per i beni di consumo (+1,4% i beni durevoli , +1,1% i beni non durevoli ). L' energia ha presentato un calo del 7,1%. Gli indici destagionalizzati dei principali raggruppamenti industriali hanno segnato aumenti congiunturali del 2,4% per i beni di consumo (+2,7% per i beni non durevoli , +1,2% i beni durevoli), dell'1,8% per i beni strumentali, dell'1,3% per l' energia e dello 0,3% per i beni intermedi.

Secondo i dati Istat, inoltre, nel mese di marzo 2007 l'indice generale dei prezzi alla produzione dei prodotti industriali è risultato pari a 119,4, con un aumento dello 0,4% rispetto al mese precedente e un aumento del 3,8% rispetto al mese di marzo 2006.
L'indice calcolato al netto dell'energia ha registrato una variazione congiunturale pari a +0,3%, mentre quella tendenziale è stata pari a +4,0%. La variazione della media dell'indice generale negli ultimi dodici mesi rispetto a quella dei dodici mesi precedenti è risultata pari a +5,4%. La variazione della media dell'indice generale del primo trimestre del 2007 rispetto a quella del primo trimestre del 2006 è stata pari a +3,9%.
Rispetto al mese di marzo 2006, si registrano alcuni incrementi di rilievo:

piatto di carneNel primo trimestre del 2007, l'incremento più elevato rispetto allo stesso periodo del 2006 è stato registrato dal raggruppamento dei beni intermedi (+6,7%). L'aumento congiunturale più rilevante è stato registrato nel settore dei prodotti petroliferi raffinati (+3,9%). Incrementi congiunturali significativi sono stati registrati nei settori dei metalli e prodotti in metallo (+0,9%), della carta e prodotti di carta, stampa ed editoria (+0,4%) e delle macchine e apparecchi meccanici (+0,3%). Diminuzioni congiunturali sono state registrate nei settori dell' energia elettrica, gas e acqua (-0,5%, determinato principalmente dalla diminuzione del prezzo del gas naturale distribuito), dei prodotti alimentari, bevande e tabacco
(-0,2%, determinato principalmente dalla diminuzione del prezzo della carne e prodotti a base di carne), dei prodotti delle miniere e delle cave (-1,0%) e dei prodotti chimici e fibre sintetiche ed artificiali (-0,1%).

Il mese di marzo ha visto anche una notevole crescita del controvalore degli scambi azionari, cresciuti di circa il 25,6% rispetto a febbraio: dai 111,985 miliardi di euro ai 140,611 miliardi. La  maggioranza degli scambi ha, ovviamente, riguardato le Blue Chip italiane, che a marzo hanno scambiato azioni per un controvalore pari a 127,615 miliardi di euro (su un totale di 140,611 miliardi).
Cresce, anche se di poco, l’attività sul mercato obbligazionario, in cui gli scambi passano dagli 11,850 miliardi di euro di febbraio ai 12,562 miliardi di euro del mese di marzo: la maggioranza degli scambi si è concentrata sui titoli di stato (11,750 miliardi di euro).

 

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