Il trend dei mercati
Materie prime
Diamanti, un investimento prezioso
Oltre a oro e mattone esiste un altro tipo di investimento, che pur essendo tendenzialmente speculativo, risulta particolarmente idoneo a preservare nel tempo il valore del nostro patrimonio. Si tratta del diamante, una pietra preziosa che da secoli, se non millenni, viene estratta dal cuore della terra per impreziosire collane e anelli e che da anni è considerato il bene rifugio per antonomasia.
Ma comprare un anello di brillanti equivale a investire in diamanti? Sicuramente no. Innanzitutto un gioiello ha un valore nettamente superiore al valore della materia prima utilizzata per realizzarlo. Questo perché acquistando un gioiello si paga anche la creatività del gioielliere che lo ha realizzato. Inoltre, è bene prestare molto attenzione al significato delle parole 'diamante' e 'brillanti'. Mentre, infatti, il diamante è la pietra preziosa, il brillante invece è un tipo di taglio; quindi, in forma di 'brillante' potrebbero essere tagliati qualsiasi cristallo o vetro e non solo le pietre preziose. Il "brillante", che consente una migliore riflessione e rifrazione della luce, è caratterizzato da un taglio a 57 faccette più una, quella della levigatura della punta del cono inferiore (culet). Il diamante da investimento ha, però, un altro tipo di taglio, denominato taglio a gemma. La maggior parte dei diamanti estratti, circa l'80%, è utilizzata a livello industriale, mentre il restante 20% è tagliato a gemma. Di questo solo l'1-1,5% ha le caratteristiche del diamante da investimento.
Per scegliere un buon diamante si devono tener presenti le 4 'C':
- carat : il peso espresso in carati . Il carato corrisponde a un quinto di grammo e, a sua volta, è frazionato in 4 grani o in 100 punti.
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color : il colore del diamante . Si riferisce alle sfumature di tonalità che possiede una pietra, che vanno dall'incolore al giallo, indicate con lettere decrescenti: D, E, F, G, H, I fino alla Z. - cut : la qualità del taglio, riguarda la forma e la disposizione delle faccette e degli angoli.
- clarity : il grado di trasparenza/purezza. La purezza si riferisce alla presenza di imperfezioni: nella scala si va da IF - Internally Flawless (il livello massimo di purezza) a PIQUE' (quando le imperfezioni sono visibili a occhio nudo).
Sarà superfluo dirlo, ma per investire è bene scegliere le pietre che presentano le caratteristiche migliori in ognuna delle categorie sopra menzionate. L'investimento minimo corrisponde a una pietra da 0,50 carati ed equivale a circa 3.700/4.100 euro; ai livelli massimi di purezza, colore e taglio le quotazioni del diamante possono anche superare i 6.000/7.000 euro. Essendo il valore di ogni singola pietra molto elevato, è bene acquistare pietre di valore relativamente contenuto(tra 0,5 e 1 carato) e, comunque, non superiori ai 30 mila euro; questo garantirà un più facile smobilizzo dell'investimento.
Date le caratteristiche dell'investimento, è bene entrare in questo mercato in un'ottica medio/ lungo periodo (almeno 5 anni). Per l'investimento è bene rivolgersi a operatori professionali, magari mediante l'intermediazione della propria banca, e acquistare solo i diamanti forniti di una certificazione di un ente internazionale; questo garantirà una maggiore facilità di circolazione e rivendibilità della pietra in tutto il mondo. I più importanti laboratori gemmologici in grado di fornire tale certificazione sono: H.R.D. (Hoge Raad Voor Diamant); Laboratorio di Anversa; G.I.A. (Gemological Institute Of America); I.G.I. (International Gemological Institute).
L'investimento è caratterizzato da una buona liquidità, perché esiste un operatore primario del mercato mondiale - la DTC , Diamond Trade Company - che svolge il ruolo di moderatore del mercato stesso nelle situazioni di tensioni internazionali.
Secondo gli esperti, le quotazioni dei diamanti, facilmente verificabili sui principali quotidiani finanziari, sono destinate ad aumentare nel prossimo futuro, grazie anche al progressivo calo della produzione. Il rendimento espresso da questa tipologia di investimento è piuttosto soddisfacente, attorno al 4% annuo, senza contare che le plusvalenze non sono soggette a tassazione.

