ECONOMIA E MERCATI
E' internet il canale di vendita
che cresce di più
In Europa sono 150 milioni i cittadini che acquistano online. In Italia si prevede una crescita del 30% nei prossimi 2 anni
Per la prima volta Netcomm, il Consorzio del Commercio Elettronico, ha realizzato un'analisi comparativa del commercio elettronico italiano rispetto a quello dei principali paesi europei. Il valore dell’e-commerce B2C italiano rispetto al resto dell’Europa occidentale, rappresenta oggi il 3%, pari a 5,9 miliardi di euro su un totale di 130 miliardi di euro. Ma il trend iniziato nel 2007, e proiettato al 2011 con stime fino a 260 miliardi di euro, prevede tassi di crescita per l’Italia superiori a tutti gli altri paesi europei e a quello degli Stati Uniti (180 miliardi di euro). Se infatti il valore di Francia, Germania e UK è del 70%,
nei prossimi due anni e mezzo l’Italia crescerà del 30%, contro il 25% della Francia, il 20% della Germania e il 10-15% del Regno Unito. Prerogativa al commercio on line è ovviamente la connessione internet: in Europa è il Belgio a detenere il primato con il 98% della popolazione in rete (banda larga) e con l’Italia al 52%. Ad oggi solo Russia e Serbia sono sotto la media europea, ma si stima che entro il 2010 oltre il 50% delle famiglie saranno collegate a internet con 15 ore settimanali di connessione per ogni singolo utente.
Oggi gli e-buyer europei sono 150 milioni. In questo conteggio viene considerato e-buyer chiunque abbia effettuato almeno un acquisto on line nell’ultimo anno: in Italia gli e-buyer sono circa l’11% dei web user, molto al di sotto della media europea. Tra il 2004 e il 2008 in Europa la percentuale di individui che ha acquistato su internet per uso privato è passata dal 22% al 34%. Internet è il canale di vendita che ha registrato il maggior tasso di crescita negli ultimi tre anni (dati Euromonito 12008).
“Esaminando lo scenario internazionale – commenta Roberto Liscia, Presidente di NETCOMM - si nota che l’e-commerce ha svolto il ruolo di importante acceleratore per le economie nelle quali ha avuto un maggiore sviluppo, aprendo nuovi sbocchi per l’occupazione e rilanciando settori della produzione e del commercio in mercati prima di allora inaccessibili. E’ quindi necessario, in considerazione della congiuntura economica negativa che stiamo attraversando, abbassare le barriere culturali, causa della sfiducia dei consumatori e delle imprese nei confronti di Internet come canale distributivo, sviluppare le infrastrutture necessarie per la crescita dell’e-commerce e consolidare l’impianto normativo a sostegno del settore”.
Lo stesso Ministro dello Sviluppo Economico, Claudio Scajola, ha elogiato l’attività di promozione del commercio online svolta da Netcomm, perché convinto che la rete possa consentire anche alle piccole imprese di essere competitive sui mercati internazionali, evitando intermediazioni e ponendosi direttamente in contatto con il cliente finale. Compito delle imprese è quindi quello di ampliare l’offerta e la visibilità dei propri prodotti, progettando siti originali, magari in più lingue, per gestire al meglio le interazioni multicanale.
MA COSA FRENA ANCORA GLI ACQUIRENTI ITALIANI?
Un’indagine condotta da Gfk Eurisko ha evidenziato che per più della metà degli utenti italiani è la mancanza del contatto diretto con l'elemento umano e, anche, con la merce da acquistare ciò che frena maggiormente. E non è nemmeno vero che chi fa e-commerce incappa spesso in problemi, dato che il 99% degli acquirenti elettronici si dichiara soddisfatto (nel 74% dei casi l'opinione è ottima). Da sfatare, quindi, il luogo comune che vuole che gli italiani si dedichino poco all’e-commerce perché diffidenti nei confronti dei pagamenti elettronici. I principali driver di scelta riguardano invece la marca, la fama del sito, la presenza di canali tradizionali oltre a quelli online e sempre di più il passaparola, gruppi di discussione, blog e social network. Stando ai dati del primo trimestre, nel 2009 diminuiranno di qualche punto percentuale gli acquisti di viaggi e servizi vari come il ticketing, il c2c, le ricariche e così via. Cresceranno invece tutti i comparti relativi ai prodotti e le assicurazioni.
UN CASO DI SUCCESSO
6SICURO, ACQUISTARE POLIZZE ONLINE RISPARMIANDO
Attivo dal luglio 2000, 6sicuro è stato il primo
sito gratuito in Italia di comparazione e vendita delle polizze auto e moto. Il servizio è nato per offrire agli utenti uno strumento di semplice utilizzo, per individuare, attraverso il confronto, la polizza più conveniente e adatta alle proprie esigenze. Polizza che è possibile personalizzare e arricchire di copertura incendio e furto o delle garanzie accessorie.
Società del Gruppo Assiteca, 6sicuro ha permesso di rinnovare e ampliare il canale di vendita delle assicurazioni, consentendo di acquistare online non solo le polizze delle compagnie dirette, ma anche quelle delle compagnie tradizionali, modificando così le abitudini degli assicurati.
La trasparenza e l’utilità del servizio hanno spinto inoltre l’Isvap nel 2003 ad imporre alle compagnie di dotarsi di un motore di preventivazione RCA sul proprio sito web. Non solo: è da poche settimane online il preventivatore ufficiale dell’Isvap, che però non consente di acquistare le coperture.
Il mercato italiano non è ancora maturo come quello europeo, ma il numero degli utenti che ha scelto il web per acquistare una polizza è in costante aumento.
I numero di 6sicuro lo confermano:
- 2,8 milioni di preventivi calcolati dal 2000;
- 5,7 milioni di unique visitors dal 2000.
Il numero dei nuovi clienti di 6sicuro è aumentato del 45% nel 2008, per un totale di premi intermediati aumentati
del 17%.
A cura della redazione Assiteca

