Dal Mondo Assicurativo
Una rivoluzione poco conosciuta
di Luciano Lucca - Presidente GRUPPO ASSITECA
Caro Lettore,
per la prima volta mi permetto di scrivere personalmente per commentare due disposizioni di legge il cui impatto sul mercato assicurativo è stato forse poco valorizzato dalla stampa. Mi preme subito sottolineare che le mie considerazioni non hanno ovviamente alcun significato politico, i miei pensieri sono quindi solo quelli di un operatore che tutti i giorni si confronta con il mercato.
I Decreti Bersani, I e II, sono stati deliberati poco dopo l'entrata in vigore del D.Lgs. 209 del Governo Berlusconi, con il quale è stato approvato il nuovo “Codice delle Assicurazioni Private”, e quasi contemporaneamente all'emanazione dei regolamenti attuativi determinati dall'ISVAP.
L'impatto di queste nuove norme ha immediatamente prodotto un'intensa attività di lobbying da parte delle Associazioni dei Broker. Infatti, nell'ambito del nuovo Codice, la posizione sul mercato di questi operatori veniva ad assumere un ruolo decisamente subalterno rispetto alle Compagnie di Assicurazione, alle Banche e persino alle Poste Italiane.
L'attuale Ministro dello Sviluppo Economico ha compreso che, proprio per riequilibrare l'opera del precedente Governo, era necessario modificare alcune regole e far cadere una serie di vincoli. Tra questi, i più importanti sono il rapporto di esclusiva tra Agenti e Compagnia per la distribuzione delle polizze e la durata pluriennale dei contratti assicurativi.
La caduta del vincolo dell'esclusiva non è importante soltanto perché l'Agente potrà così rappresentare e offrire le proposte di più Compagnie al suo Cliente, ma è fondamentale soprattutto in quanto verranno a cadere una serie di comportamenti e privilegi a favore degli Assicuratori che i Clienti normalmente ignorano e che apprendono solo nel momento in cui desiderano apportare cambiamenti alla loro posizione assicurativa.
Ad esempio, a molti non è noto che, quando si stipula una polizza, anche la più semplice come la polizza R.C. Auto, e successivamente si desidera cambiare l’Agenzia presso la quale è appoggiata, ci si trova di fronte a una serie di ostacoli e tutele a difesa dell'Agente.
Insomma, nel corso degli anni si è creato un sistema mirante a tutelare lo status quo e non gli interessi del Cliente, un sistema che ha frenato i cambiamenti che l'evoluzione dei tempi e l'innovazione tecnologica avrebbero potuto produrre.
Va detto, peraltro, che entrambe le figure coinvolte, Agenti e Compagnie di Assicurazione, sono molto spaventate dai cambiamenti introdotti. Infatti, l’esclusività e la pluriennalità hanno permesso alle Agenzie di godere di tutta una serie di forme di finanziamento che con il Decreto verranno a cadere.
La più importante era, in presenza di contratti pluriennali, il pagamento delle provvigioni in forma “precontata”, cioè anticipatamente per l’intera durata del contratto. Per dare un esempio concreto di questa pratica basta il ricordo di quando iniziai 42 anni fa a svolgere questa professione, allorchè le Compagnie riconoscevano all’Agenzia, a fronte della stipula di una polizza incendio decennale di un fabbricato civile, il 160% del premio incassato. Oggi naturalmente non parliamo più di questi livelli, ma le provvigioni con l’effetto del precontato sono comunque rilevanti.
Se in passato l’esistenza della pluriennalità poteva essere compresa per le dimensioni delle Compagnie, le caratteristiche dei rischi e i cartelli esistenti, successivamente, in un mercato di tariffe libere e di forte competizione, ha avuto il solo significato di legare un Cliente per diversi anni senza che questi ne potesse trarre alcun vantaggio. I vantaggi erano invece per gli Agenti che, come detto, si potevano autofinanziare, e per le Compagnie di Assicurazione che erano e sono le vere proprietarie dei contratti e che possono decidere della sorte degli stessi, nei confronti sia dei Clienti sia degli Agenti. Vantaggi che con forza e resistenza sono stati difesi, sino ad oggi con successo, da tutti i tentativi di abolirli.
Con la caduta della pluriennalità finalmente il Cliente potrà, di anno in anno, decidere di cambiare e scegliere la migliore proposta che il mercato gli offre, godendo così effettivamente di un'opportunità che non sarà solo determinata dagli assicuratori nazionali, ma anche dalle Compagnie estere che avranno maggiore interesse a operare in Italia. Anche le persone fisiche da oggi potranno quindi godere di una serie di vantaggi di cui il mondo delle aziende, grazie all'operato dei Broker assicurativi nel corso degli anni, ha già potuto in parte beneficiare.
Un’altra importante novità che, in base al Nuovo Codice delle Assicurazioni, entrerà in vigore dal prossimo 1° luglio, sarà l’obbligo di comunicare al Cliente, al momento della sottoscrizione di una polizza e per ogni importante variazione della stessa, una serie di notizie sull’intermediario, le potenziali situazioni di conflitto di interessi e gli strumenti a sua tutela.
Il legislatore con quest’obbligo ha voluto porre l’accento sulla deontologia della professione, tra l’altro raccogliendo e ufficializzando in parte quello che già era previsto dai codici etici delle Associazioni dei Broker.
La comunicazione, che il Cliente dovrà sottoscrivere per ricezione, è divisa in tre parti. La prima, come sopradetto, deve indicare informazioni generali sull’intermediario, numero e data dell’iscrizione al registro unico degli intermediari assicurativi, ruolo in azienda e recapiti. La seconda deve dare conto di eventuali partecipazioni dell’intermediario in Imprese di assicurazione (o viceversa), precisando che la consulenza fornita è imparziale e che non esistono impegni di esclusiva nei confronti di una o più Compagnie di assicurazione. La terza, relativa agli strumenti di tutela del contraente, deve elencare le Imprese di assicurazione per conto delle quali l’intermediario è autorizzato a incassare i premi, evidenziando che gli stessi costituiscono patrimonio autonomo e separato e che esiste una polizza di R.C. Professionale a garanzia dell’attività di intermediazione. Nell’informativa si precisa inoltre che il Cliente può rivolgersi a un apposito Fondo di garanzia per richiedere il risarcimento di un danno patrimoniale laddove non sia stato indennizzato attraverso la polizza di R.C. o dall’intermediario stesso.
Queste novità produrranno indubbi benefici per tutti, ma chi più ne trarrà vantaggio sarà il mercato assicurativo nel suo complesso, che ne guadagnerà in credibilità, trasparenza e anche in sviluppo. Le liberalizzazioni comporteranno infatti una maggiore tranquillità del Cliente, più concorrenza, la riduzione dei premi e quindi una maggiore propensione a stipulare nuove polizze per le aziende, i dipendenti e le famiglie.
Luciano Lucca - Presidente, GRUPPO ASSITECA

