Lifestyle
Scoppia in Italia la "moda" delle carte di credito da collezione
Personaggi dei fumetti, ma non solo, per identificare le "plastic cards"
Sulla carta di credito, a fondo interamente nero, campeggiano la maschera e gli occhi di ghiaccio di Diabolik. Sul retro, invece, la banda magnetica è eccezionalmente di colore rosso su
un fondo ancora una volta nero. Ma Diabolik non poteva restare certamente solo. E allora ecco la EvaKard, dedicata alla compagna del ladro più famoso d’Italia.
Non solo: c’è chi utilizza con disinvoltura per i propri acquisti la carta Moira, dedicata alla celebre diva circense. Si tratta della prima carta sagomata a marchio Visa sul mercato italiano, che, rispetto a quelle tradizionali di forma rettangolare, segue il profilo, acconciatura inclusa, di Moria Orfei.
Stiamo ovviamente parlando di carte di credito un po’ speciali. Non per la funzionalità (sono regolarissime carte prepagate), ma per l’estetica. A lanciare queste carte in Italia è Ducato, società di credito al consumo, che ha già in cantiere una carta dedicata all’Uomo Ragno.
La caratterizzazione delle plastic card era già iniziata qualche anno fa con le carte di credito
personalizzate con loghi e colori aziendali. Un esempio rilevante di questa tendenza viene dalla GDO, dove le carte di pagamento sono state diffuse inizialmente come strumento di fidelizzazione e raccolta punti, con la funzione di pagamento limitata al solo esercizio commerciale. Successivamente, tali carte sono diventate vere e proprie carte di credito, utilizzabili ovunque come le normali carte bancarie.
Ora le carte di credito personalizzate spaziano in tutti i campi: dallo sport (si pensi alle carte con i colori della propria squadra del cuore), al tempo libero, dai siti Internet (ad esempio Kataweb) ai vettori aerei (per esempio le carte con marchio Alitalia), per non parlare degli operatori telefonici. Il fenomeno ricorda molto quello che avveniva una decina di anni fa con le schede telefoniche, quando, addirittura, si era creato un vero e proprio mercato per collezionisti disposti a pagare anche milioni di lire per i pezzi più “rari”.

