IL TREND DEI MERCATI
Rassegna stampa estera
In collaborazione con EUROFINANZALe notizie economiche e d'attualità
dal mondo
POLONIA – Polityka.pl
“Perché ci battiamo in Europa?” si chiede il principale settimanale di sinistra di Varsavia. E aggiunge: “La battaglia di Bruxelles non metterà fine alla guerra fra Polonia e Unione europea”. L’immagine di copertina è un fotomontaggio: il premier polacco Jaroslaw Kaczynski pronuncia un discorso davanti a un quadro che rappresenta la battaglia di Tannenberg, in cui nel 1410 le truppe del re di Polonia affrontarono i cavalieri tedeschi.
Tutto è nato durante l’ultimo vertice europeo, che avrebbe dovuto essere un successo per la presidenza tedesca dell’Unione. Il suo esito dipendeva solo dalla buona volontà di Varsavia, intenzionata a cambiare il sistema di voto con la sua proposta di “radice quadrata”, contro la “doppia maggioranza” cara alla presidenza tedesca.
“Ma se la ‘radice’ dei fratelli Kaczynski era più giusta, perché non è stata accettata?” scrive Polityka. “In Polonia l’ossessione antitedesca e le dichiarazioni contro la Germania sono andate troppo oltre. Difficilmente questo atteggiamento sarà utile al nostro interesse nazionale”. E conclude: “Questa fobia supera i limiti del politically correct accettati in Europa”.
CINA - Nanfeng Chuang
Alla fine degli anni Settanta, con l’introduzione del “sistema della responsabilità familiare”, che è stata una prima tappa del passaggio dalla collettivizzazione alla proprietà privata, il mondo agricolo cinese ha subìto una profonda trasformazione. Il governo, per incrementare i raccolti, aveva assegnato molti terreni pubblici a centinaia di milioni di contadini, che hanno avuto una relativa autonomia per decidere come usarli e come coltivarli.
Dopo trent’anni, nelle campagne si è riaperto il dibattito su quella stagione. I contadini dell’epoca hanno ottenuto le terre, ma che cosa devono aspettarsi i coltivatori di nuova generazione? Poiché le terre assegnate appartengono nominalmente “a tutti”, gli agricoltori si sentono autorizzati a invadere qualunque campo.
Per questo, secondo il settimanale “Nanfeng Chuang”, oggi il 41% dei contadini ritiene che la riforma abbia penalizzato chi è nato negli anni Ottanta. Inoltre, i grandi proprietari terrieri sono contrari all’eventualità di una nuova redistribuzione delle terre, perché non vogliono rinunciare agli investimenti fatti finora, neanche in nome della “collettività”. Un concetto destinato a cambiare con la rapida crescita economica della Cina, che ormai segue i ritmi del capitalismo e dell’economia di mercato.
ISRAELE - The Jerusalem Post (www .jpost.com)
Il trasferimento in città di molti ricchi ebrei ultraortodossi sta cambiando il profilo di Gerusalemme. Già da tempo gli ultraortodossi avevano l’abitudine di acquistare appartamenti per le vacanze nella città vecchia, ma oggi, a pochi metri dal Muro del pianto, stanno sorgendo dei nuovi grattacieli. Molti progetti sono finanziati dai grandi costruttori statunitensi, che hanno fiutato l’affare.
Il canadese Paul Reichmann ha già dato il via ai lavori di costruzione del nuovo Palace Hotel, un albergo a cinque stelle concepito per rispettare i precetti degli ultraortodossi (per esempio, piscine separate per uomini e donne). Il boom edilizio, spiega il quindicinale israeliano, sta rilanciando l’economia di Gerusalemme, dove gran parte della popolazione tira avanti grazie ai sussidi statali, ma ha reso il mercato immobiliare inaccessibile alla classe media israeliana. Inoltre, nella città vecchia e nei suoi dintorni sono sempre più numerosi gli edifici fantasma, frequentati solo poche settimane all’anno nel periodo delle vacanze. Alcuni abitanti hanno reagito fondando un’associazione. Il suo leader, Avner Haramati, spiega: “Non possiamo tollerare che la nostra città sia sfigurata da chi non vuole neanche viverci”.

