Dal Mondo Assicurativo
A cura della redazione Assiteca
Tutte le aziende coinvolte nella Riforma della previdenza complementare
Il Governo, le parti sociali e Confindustria hanno raggiunto lunedì 24 ottobre un accordo in merito alla delicata questione della gestione del Tfr.
Come affrontare e conoscere la riforma del Tfr.
Ogni azienda dovrà e vorrà informare i propri dipendenti sulle novità introdotte dalla riforma, permettendo loro di scegliere tra Tfr e Fondi.
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Dal 1 gennaio 2007, per tutti i lavoratori dipendenti avrà inizio un periodo di 6 mesi entro il quale decidere dove destinare il Tfr futuro (non quello già accantonato).
I lavoratori potranno scegliere di investire il proprio Tfr in un fondo, contrattuale o aperto, o di destinarlo a un piano pensionistico individuale. Coloro i quali lavorano in aziende con un numero pari o inferiore ai 50 dipendenti, potranno scegliere di mantenerlo anche in azienda.
Tutte le aziende, quindi, con oltre 50 dipendenti dovranno versare le quote di Tfr inoptato presso il Fondo della Tesoreria istituito presso l'Inps.
La riforma non avrà alcuna ripercussione sui dipendenti: il Tfr, che sia destinato al Fondo di Garanzia istituito dall'Inps o sia mantenuto presso l'azienda, verrà liquidato dall'impresa al momento della cessazione del rapporto di lavoro.
Il trasferimento forzoso del Tfr inoptato riguarderà solo lo 0.5% delle aziende italiane, per un totale di circa 23 mila imprese. Il 99,5% delle società, ovvero 4 milioni di aziende, ne rimarrà escluso e non dovrà privarsi quindi della liquidità.
Il lavoratori interessati, invece, saranno 4.886.109, ossia il 46.3% del totale, e ne rimarranno esclusi 5.670.083.
Secondo Confindustria, le 23 mila imprese interessate dalla riforma appartengono ai seguenti settori commerciali:
- il 53% (circa 12.200 aziende) è da ricondursi all'industria manifatturiera;
- il 14% appartiene all'ambito del commercio, degli alberghi e dei pubblici esercizi (circa 3.300 imprese);
- il 13% comprende attività immobiliari, di informatica, ricerca e servizi (circa 3.000 società);
- l'8% appartiene al settore dei trasporti e delle comunicazioni (circa 1.800 imprese)
- il 6% comprende vari settori (circa 1.400 aziende).
Questa riforma è considerata transitoria, in quanto il Governo si è impegnato a rivedere la normativa già nel 2008. La liquidità a disposizione dello Stato, che si calcola sarà pari a circa 6 miliardi di euro, verrà utilizzata per finanziare alcuni interventi di carattere strutturale, come ad esempio quelli nel settore ferroviario o autostradale.
La riforma dovrebbe comunque servire anche a lanciare la previdenza integrativa, o complementare, per integrare la pensione obbligatoria che, dopo la riforma Dini, sarà sensibilmente inferiore.
COS'E' IL TFR
Il Trattamento di fine rapporto è una peculiarità del sistema italiano, applicato ad ogni rapporto di lavoro subordinato.
E' la somma che viene accantonata dall'azienda presso la quale si lavora e che viene poi liquidata ad ogni cessazione del rapporto lavorativo: pensione, dimissioni o licenziamento.
Il valore del Tfr si calcola sommando per ogni anno di servizio una mensilità di stipendio, che deve essere calcolata prendendo in considerazione anche la tredicesima (retribuzione annua diviso 13.5). Al 31 dicembre di ogni anno, inoltre, l'importo accantonato viene rivalutato sulla base di due coefficienti: l'1.5% fisso sommato al 75% dell'aumento dell'indice Istat dei prezzi al consumo.

