Aziende in primo piano
I clienti Assiteca si raccontano
A cura di Giovanni Centola
Faber, leader storico, tra mobili per cucine ed elettrodomestici
Intervista a: Dottor Riccardo Remedi,
Direttore Commerciale e Marketing
- Con un fatturato 2005 pari a 224 milioni di euro, il gruppo Faber è uno dei principali produttori mondiali di cappe per cucine. In particolare, l'azienda di Fabriano (An) è tra le prime tre al mondo del settore, con un 12% di quota di mercato a livello internazionale, ed è leader assoluta in Italia con il 45%. A differenza dei suoi maggiori competitor Faber, oltre ad avere una produzione focalizzata sul medio-alto di gamma, si rivela una realtà molto internazionale. In aggiunta ai due stabilimenti nei dintorni di Fabriano - che delle cappe può considerarsi un distretto per tutta l'Europa - Faber conta infatti su unità produttive in altri 7 Paesi (Turchia, Cina, India, Francia, Spagna, Svezia e Argentina). In più è realizzato all'estero circa l'80% del fatturato.
- Faber è stata fondata nel 1955 da Abramo Galassi, la cui famiglia ha sempre detenuto le quote di maggioranza dell'azienda, fino a quando nel 2004 la svizzera Franke (leader mondiale nei lavelli per cucine) ne ha acquisito il 49%. L'anno successivo Franke ne ha poi rilevato la restante parte della proprietà. Dall'acquisizione Faber ha incontestabilmente già ricevuto nuovi impulsi gestionali-organizzativi, pur restando le politiche commerciali dei marchi Faber e Franke ben distinte.
- Se sia il 2005 che il 2006 (+10% circa in termini di fatturato) sono stati per Faber anni di crescita brillante, è in realtà da un decennio che l'azienda sta vivendo un periodo di particolare sviluppo. Sviluppo a sua volta caratterizzato dall'aggressività di Faber nei mercati internazionali, da mettersi anche in relazione alla contemporanea attività di acquisizioni. E di questo e altro Assiteca News ne parla nell'intervista che segue con il direttore commerciale Riccardo Remedi.
Dottor Remedi, al di là degli aspetti congiunturali, come va il mercato delle cappe per cucine?
La tendenza di lungo periodo è positiva, se non altro perché le cappe sono sempre più considerate alla stregua di un prodotto di arredamento, il che implica due cose: da una parte una motivazione in più all'acquisto per i consumatori (che non vedono nelle cappe solo un semplice prodotto funzionale), e dall'altra la possibilità, per noi produttori, di realizzare prodotti a più alto valore aggiunto.
Quanto sopra comporta anche la possibilità di riposizionare il mix (e il prezzo medio) dei prodotti.
Naturalmente, anche se va detto che la forbice dei prezzi, dipendendo dai segmenti, resta molto ampia. Una cappa d'arredamento può infatti costare al pubblico dai 200 fino ai 1.500 euro.
Qual è il tasso di penetrazione delle cappe nelle cucine italiane e all'estero?
In Italia, come in altri Paesi europei (per esempio in Francia), si è prossimi al 90%. Altrove la percentuale può essere inferiore anche di molto.
Il consumatore finale non tende comunque a comprare le cappe attraverso i mobilieri (di cucine) e i distributori di elettrodomestici?
Effettivamente in Italia il consumatore finale compra le cappe quasi sempre insieme alla cucina mentre all'estero lo fa in buona parte con l'elettrodomestico. Ed è peraltro più all'estero che il consumatore acquista direttamente le cappe nei punti vendita.
Faber vende anche alla grande distribuzione organizzata?
In Italia per un 10% circa dei volumi, con una gamma concepita ad hoc, proprio per non fare concorrenza ai mobilieri.
In cosa consiste il know-how riconosciuto all'Italia nel caso delle cappe?
Molto ha a che fare con il design, grossomodo lo stesso che vale quando si parla di cucine. Tuttavia, esiste anche un importantissimo know-how tecnologico, che nelle cappe può essere riassunto nei due parametri più significativi: capacità di aspirazione e riduzione della rumorosità.
A cosa deve Faber la sua continua crescita?
Un primo fattore di successo consiste senz'altro nella nostra vocazione internazionale. Siamo infatti presenti ovunque, in tutti i mercati senza alcuna esclusione. In tal senso i nostri prodotti sono sempre adattati alle specifiche tecniche del Paese e al gusto locale, sebbene come si è detto il design italiano sia in generale abbastanza apprezzato. In più, sempre all'estero (a cominciare da Francia e Spagna) abbiamo non solo mantenuto, ma anche valorizzato, i brand delle aziende acquisite.
Altri fattori premianti di Faber?
Il design e il know-how tecnologico appena accennati, che vanno declinati con la capacità di innovazione. Citerei inoltre la comunicazione diretta al consumatore e il continuo lavoro di formazione nei confronti degli addetti dei punti vendita per accelerare il sell-out dei prodotti.
E i prezzi?
Non è grazie ai prezzi (bassi) che Faber deve la sua forza. Tuttavia, data la natura industriale dell'azienda, i listini devono essere competitivi. Da qui i continui investimenti nell'automazione e, sin dal 1996, le produzioni delocalizzate, con stabilimenti in Paesi a basso costo della mano d'opera. E' nostra intenzione continuare nel potenziamento del sito produttivo in Turchia (che nel 2007 dovrebbe raggiungere volumi di circa un milione di pezzi), per servire anche molti mercati europei.
Ciò detto, in Europa risentite della concorrenza dei Paesi low cost?
Negli ultimi 5 anni questa concorrenza, cinese e soprattutto turca, è sicuramente cresciuta, anche se bisogna dire che trova ancora barriere logistiche nei trasporti, oltre che nell'assistenza post-vendita.
Solo con organizzazioni su scala internazionale si può riuscire a garantire un alto livello di assistenza, anche per produzioni realizzate nei Paesi low-cost.

