Osservatorio Assiteca
I settori italiani in sintesi
In collaborazione con Espansione
A cura di Giovanni Centola
Biciclette
Contrariamente
ai pronostici formulati poco più di un anno fa, il 2005 delle biciclette
si è chiuso in maniera negativa. Per una produzione che in Italia vale
complessivamente – compresi i componenti e gli accessori – poco
più di un miliardo di euro, è indicativo della performance il
solo dato delle dueruote prodotte, passate per il made in Italy dai 2,6 milioni
di pezzi del 2004 ai 2,4 milioni dello scorso anno (-7,7%). Secondo Ancma (Associazione
Nazionale Ciclo Motociclo Accessori) il risultato è attribuibile a una
serie di ragioni, più o meno interrelate: all’introduzione soltanto
a luglio dei tanto invocati dazi antidumping per la Cina (48,5%) e
per il Vietnam (34,5%), al persistere di un mercato nero che questi dazi comunque
riesce a eluderli, all’impennata delle importazioni (+30% nell’arco
dei 12 mesi), al clima rigido, e dunque non incoraggiante gli acquisti finali,
per l’intero autunno. Tutti questi fattori hanno giocato non solo per
le vendite nel mercato domestico, ma anche sull’export,
che ha in buona parte una destinazione europea e che è calato
in unità di quasi il 14%.
40% circa
Quote delle bici cinesi e vietnamite sul totale delle importazioni nel 2005Il dato a valore dell’export è riuscito tuttavia a mantenersi costante, e questo per effetto del parallelo up-grading dell’offerta. L’Italia ha venduto all’estero meno bici ma a maggiore valore unitario (la media è stata di 94 euro). Tale dinamica tende ad assimilare l’export italiano di bici a quello dei componenti, che nei mercati internazionali si posizionano sempre nell’alto di gamma. Si deve però anche qui rilevare come il 2005 non sia stato un buon anno, perché le esportazioni di componenti per bici hanno registrato un -7,5% a valore, a fronte di un import che ha segnato un +2%. In tutto questo alcune e più avvedute aziende hanno, almeno in parte, iniziato a delocalizzare la propria produzione.
94 euro
Prezzo medio delle biciesportate nel 2005
(80 nel 2004)
A prescindere dai flussi internazionali, resta il fatto che, con circa 1,9 milioni di bici annue, il mercato interno appare cronicamente sottodimensionato. Ancma fa notare come da noi si vendano 2,8 bici ogni 100 abitanti, appena al di sopra del Portogallo ma al di sotto di tutti gli altri Paesi europei, con una media continentale complessiva di 4,6 bici. Per di più per l’Italia il dato si rivela quasi una beffa, se si considera che in Europa è il secondo Paese produttore di bici (dopo la Germania) e il primo esportatore. Non solo. A poter stimolare le vendite potrebbero essere anche il clima mite e la visibilità dello sport agonistico, tanto più che ben un quinto dei ciclisti professionisti del mondo sono italiani (l’elemento orografico - molti saliscendi - e l’alta diffusione di ciclomotori e moto non sono per contro giudicati elementi frenanti gli acquisti).
2,8 circa
Bici vendute ogni anno in Italia per ogni 100 abitanti(4,6 media europea)
Ecco allora che Ancma punta il dito un po’ verso la cultura prevalente in molte Regioni (“ancora oggi si tende a vivere la bici come un mezzo povero”, dice Daniele Nigrelli, responsabile Ancma del settore bici), ma soprattutto nei confronti dell’azione di promozione pubblica, a differenza di altri Paesi giudicata del tutto assente. E’ da anni peraltro che l’associazione dei produttori invoca l’introduzione di un’Iva sulle bici al 10%, rispetto al 20% attuale.
Per tornare alla congiuntura, il 2006 del mercato italiano non è iniziato bene, proprio perché il clima rigido è proseguito fino a marzo. Dopo di che, sembra, le cose sono andate un po’ meglio. In quanto alla concorrenza della Cina e del Vietnam, i dazi introdotti un anno fa dovrebbero finalmente dispiegare i loro effetti per intero, anche se in parallelo resta attivo un mercato “nero” ancora abbastanza florido. Grossomodo, quindi, per quest’anno sono attese vendite del made in Italy sui livelli del 2005.

