Osservatorio Assiteca


I settori italiani in sintesi


In collaborazione con Espansione
A cura di Giovanni Centola

Mobili

barometroE' andata un po' meglio di come si prevedeva esattamente un anno fa, ma, secondo le elaborazioni preconsuntive di Csil (Centro Studi Industria Leggera), la produzione italiana di mobili in termini reali, che si attesta intorno ai 20 miliardi di euro, nel 2006 è cresciuta di appena lo 0,5%. Si tratta per Banca Intesa-Prometeia di uno dei peggiori dati nell'ambito dei beni durevoli, che si inserisce in un trend stagnante di lungo termine. Ad appesantire in particolare l'anno che sta volgendo al termine sono state le importazioni (+15,5%), unite a un presumibile ulteriore giro di delocalizzazioni delle imprese nazionali. In compenso hanno tenuto le esportazioni (+2,4%) e la domanda interna (un +1,4% che si deve anche all'accresciuta propensione alla spesa e al maggior ricorso al credito al consumo delle famiglie italiane).

20 miliardi di euro

Valore alla produzione
del made in Italy

Per grandi aggregati, sempre secondo fonte Csil, l'anno è stato favorevole per i mobili da ufficio e appena positivo per le cucine; all'opposto, hanno realizzato una performance negativa gli imbottiti e gli altri mobili. Nel complesso, le imprese operanti sul territorio italiano potrebbero nel frattempo aver sacrificato margini se è vero che, a fronte di un incremento medio dei prezzi alla produzione dell'1,6%, gli input produttivi sono balzati del 4,2% (il fenomeno è tuttavia in fase di ridimensionamento, visto che nel 2007 questi due valori dovrebbero rispettivamente registrare un +1,6 e un +2%).

12% circa

Quota del made in Italy
nei mercati internazionali
(14% quella in Italia dei prodotti d'importazione

Ma al di là dei dati congiunturali, i mobilieri italiani si trovano sempre di fronte a uno scenario di domanda internazionale molto favorevole - caratterizzato da una costante crescita delle importazioni in molti importanti mercati - uno scenario del quale però restano in buona parte spettatori. Da almeno un decennio le quote del made in Italy continuano infatti a contrarsi, tanto che nel 2004 si è registrato il sorpasso della Cina, che nel 2006 ha addirittura esportato mobili per 16 miliardi, contro i 10 dell'Italia (che resta secondo player mondiale di settore). Massimo Florio, a capo di Csil, parla non a caso per le imprese nazionali di evidente perdita di competitività, che si realizza anche nel mercato domestico, dal momento che da un'incidenza 1995 dell'import sui consumi del 5% si è passati quest'anno a un peso del 13%. E' tuttavia lo stesso Florio a sottolineare come gran parte della crescita delle produzioni nei Paesi emergenti (Cina, Romania, Brasile, etc) si debba alle stesse delocalizzazioni italiane (da Csil non quantificate).

Da quanto precede si comprende come volgendo lo sguardo al 2007 la situazione non sia destinata a cambiare di molto. Csil fissa per la precisione una crescita reale della produzione nell'ordine dello 0,3%, che si ottiene dall'effetto combinato di un +1,1% di dinamica del mercato interno, di un +13,6% delle importazioni e di un +2,2% delle esportazioni. Nel 2007 i mercati che dovrebbero crescere di più saranno un po' tutti quelli in rapido sviluppo, a partire da quello cinese (+7%); in quanto agli Usa, che praticamente assorbono un quarto di tutte le importazioni di mobili del mondo, la previsione Csil è di un +2%.

 


Il mercato

I principiale mercati del made in Italy

Ler principali aree di provenienza dell'importa italiano

 

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