Dal Mondo Economico
A cura di Giovanni Centola
Editoria - Periodici
48,1%
% media di copie rese dalle edicole dei mensili nel 2003
34,9% i settimanali
Per la stampa settimanale e mensile il 2004 si è rivelato
un buon anno. Con 40 milioni circa di copie vendute (in sostanziale
continuità rispetto al 2003) secondo l’universo indagato
da FIEG e Tradelab i ricavi del comparto potrebbero essere lievitati
del 12,9%, fino a 4,44 miliardi. Si tratta tuttavia di un risultato
finale al quale le tre diverse aree di ricavi hanno contribuito in
maniera ben differente. Da una parte hanno continuato a
deludere le vendite di pubblicità, cresciute appena dell’1% e
oramai ridotte, a livello aggregato di mercato pubblicitario, a circa
il 14% del totale (fonte Nielsen). Allo stesso modo, se appena qualche
anno fa i periodici potevano contare sull’advertising per quasi
un terzo delle loro entrate, oggi tale apporto si è ridotto
(a seconda delle fonti) tra il 22 e il 25%.
28%
Incidenza degli abbonamenti sul totale delle vendite di periodici in Italia
Meglio sono andate le vendite di copie (+5%), pari mediamente al 45% dei fatturati. Come e forse più di quanto si verifica per i quotidiani, ad ogni modo, l’area d’affari di gran lunga più brillante è stata ancora una volta quella dei prodotti collaterali (+35%), che secondo Tradelab nel 2004 sarebbero stati alla fonte di un giro d’affari per quasi 1,6 miliardi. Come a dire che più di un terzo del business dei periodici è attribuibile a un’offerta non core: libri, cassette, dvd e altri prodotti ancora che la FIEG definisce in gran parte operazioni di “brand stretching”, con un’offerta omogenea e coerente che non snatura il periodico, rappresentando una proposta che agisce da volano per la crescita dei consumi culturali del pubblico”. Concorrenza televisiva a parte, che erode gli introiti pubblicitari, secondo l’ufficio studi FIEG il problema maggiore del comparto è invece sempre rappresentato dalle “vischiosità del circuito distributivo che generano un alto livello delle rese (nei mensili addirittura prossime al 50%, ndr) e che sono acuite dalle difficoltà di ricorrere al canale degli abbonamenti”. Altrettante ragioni per le quali, a fronte di un possibile calo nel 2005 della crescita dei prodotti collaterali, la buona performance dei periodici degli anni passati potrebbe quest’anno anch’essa subire un rallentamento.
(investimenti netti in miliardi di euro)

* Proiezione annuale dei primi 9 mesi Nielsen

