Dal Mondo Economico

 

In collaborazione con Espansione
A cura di Giovanni Centola

Nautica

Nautica da +1 a +1

Continua ad avere il vento in poppa il settore della nautica, in netta crescita ormai da diversi anni. Nel 2004, con un fatturato di quasi 1,9 miliardi (fonte Ucina), la produzione italiana di unità da diporto è cresciuta dell’8,7%, e per l’anno in corso gli addetti ai lavori si attendono un incremento più o meno analogo. Realizzano performance più modeste invece i segmenti degli accessori e dei motori, che però - in particolare i motori - hanno dimensioni minori e non sono mai stati una prerogativa assoluta del made in Italy.

+30%

Quota mondiale italiana nella produzione di superyght

In realtà, anche all’interno delle unità da diporto la situazione non si delinea uniforme. Vanno benissimo i superyacht di lusso (da più di 50 metri), con una produzione tricolore che si è portata a più del 30% di quella mondiale, e che si colloca intorno alle 700 unità annue. Merito sicuramente delle normative fiscali introdotte nel 2003, che hanno reso l’Italia un paradiso per chi possiede questi superyacht, ma anche di un primato tricolore nel know-how produttivo unito alla più recente “industrializzazione” dell’offerta, in particolare di Azimut e Ferretti.
Meno bene va invece la nautica di medie dimensioni, e peggio fa quella piccola (imbarcazioni al di sotto dei 7 metri): si segnalano addirittura in contrazione. Molto più che nel caso dei superyacht, qui giocano in senso frenante diversi elementi: il basso tono dell’economia europea, che in parte ha penalizzato il ceto medio, la cronica scarsità italiana di posti barca - oggi circa 130mila, appena in lieve progresso da un anno all’altro - e, almeno fino a pochi mesi fa, la forza dell’euro, che ha reso il prodotto italiano meno competitivo rispetto a quello statunitense (se l’Italia è leader europea, gli Usa sono di gran lunga i primi produttori al mondo).

57%

Quota dell'export sulla produzione 2004
( nel 2001 il dato era del 78%)

Bisogna peraltro rilevare che il mercato interno dà segni di evoluzione ben maggiori rispetto alla produzione nazionale, e che sia nel 2003 sia nel 2004 tale fenomeno è stato particolarmente rilevante, al punto che, pur restando su livelli molto elevati (57% della produzione), l’export si è contratto. Un piccolo boom, quello del mercato italiano, che, oltre all’interesse spontaneo della domanda, è riconducibile anche all’affollamento dell’offerta – è possibile nei prossimi anni attendersi un processo di consolidamento - e alle progressive semplificazioni burocratiche e anche fiscali (superyacht e non), grazie soprattutto agli acquisti in leasing.

produzione nazionale

ripartizione fatturato
principali destinazioni export paesi principali produttori

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