Dal Mondo Economico

 

In collaborazione con Espansione
A cura di Giovanni Centola

Mobili

@38 mld €

Totale valore annuo
settore legno- arredo

La tendenza del settore si è marginalmente invertita. Nonostante una BAROMETRO MOBILIsostanziale stabilità dei fatturati consuntivi (+1,8% alla produzione), l’esercizio passato è apparso agli addetti ai lavori abbastanza positivo, se non altro perché conseguente a un 2003 in frenata (-4,3%). Nel 2005, iniziato con attese di ulteriori progressi, la stasi dei risultati potrà rappresentare un traguardo non disprezzabile considerando i dati negativi del primo trimestre.
Secondo Assarredo infatti, per il made in Italy i primi tre mesi dell’anno si sono chiusi con il segno meno: -0,1% di fatturato alla produzione e -3,5% per l’l’export che, come nel 2003, si è rivelato una zavorra più che un volano, soprattutto per la contrazione delle vendite statunitensi, tedesche e britanniche (tra i principali mercati esteri hanno invece ben performato la Russia e la Svizzera). Paolo Boffi, presidente di Assarredo, ammette che tali risultati “hanno spiazzato le imprese del settore, portando in primo piano tutti quegli elementi di sofferenza che nell’anno appena trascorso erano rimasti sullo sfondo”.
Il timore diffuso è che i margini siano destinati a restare sotto pressione. “Quest’anno ha rialzato la testa quella crescita dei prezzi di listino che già da tempo serpeggiava lungo la filiera”, osserva Boffi, “a fronte di un mercato in frenata, l’inflazione alla produzione è cresciuta del 3% sotto la spinta dei costi delle materie prime: una tendenza che difficilmente si riesce ad arginare e verso cui, purtroppo, pare non esistano possibilità di intervento collettivo”. Né d’altra parte sembra si stia invertendo la dinamica delle importazioni che, pur sempre da basi relativamente ridotte, quest’anno dovrebbe agevolmente superare il +10%, dopo il +16,8% segnato nel 2004.
Il comparto più permeabile alle importazioni (soprattutto est europee e asiatiche) e alla concorrenza internazionale rimane quello dei mobili imbottiti, che in termini di fatturato del made in Italy continua a registrare una lieve ma costante erosione. Al contrario, affrontano molto meglio la concorrenza i mobili per cucine, anche quest’anno in buona tenuta. Commenta Boffi: “Credo che l’opposto trend di mobili imbottiti e cucine ci debba far riflettere da una parte sul fatto che continuiamo a essere vincenti su prodotti che implicano creatività e innovazione e dall’altra sull’evidenza della nostra difficoltà in produzioni che hanno già una lunga tradizione nell’export, ma che risentono di un’agguerrita concorrenza sui prezzi”.
Per riguadagnare redditività, secondo il presidente di Assarredo, si rende inevitabile per le imprese italiane la riduzione dei volumi venduti a vantaggio della “tensione verso l’alto di gamma”, facendo leva su un Italian style che sia espressione della qualità e dell’innovazione – per esempio “traducendo le provocazioni del design in prodotti industriali commercialmente efficaci”. In tema di marketing Boffi punta in particolare alla variabile distributiva, giudicata ancora poco valorizzata nel caso delle imprese italiane, a dispetto del suo crescente peso competitivo.

Fatturato e factory, Export, Import (mio euro)
grafico fatturato

Ripartizione delle vendite per tipologie di prodotto
grafico ripartizione

Principali mercati dell'export e tendenze

 
  I° trim. 2005
+/- % vs. I° trim. 2004
Francia
16,2%
+4,1%
Germania
13,2%
-8,5%
Gran Bretagna
12,9%
-11,8%
Stati Uniti
11,6%
-15,8%
Russia
5,2%
+33,6%
Spagna
4,8%
+6,9%
Svizzera
4,1%
+15,7%
Belgio
3,3%
+5,6%
Olanda
2,2%
-13,1%
Austria
1,9%
-3,3%
 

Gruppo Assiteca Home
Copyright © 2009 Assiteca SpA
Ottimizzato per Internet Explorer 7.0