Dal Mondo Economico
A cura di Giovanni Centola
Lusso
Riprende il trend favorevole del settore del lusso, dopo qualche anno
di stasi. Nel 2004, infatti, il mercato mondiale, che definisce la fascia
top end di un insieme di prodotti di consumo (gioielleria e orologi,
abbigliamento, calzature, cosmetica, etc), ha assistito, secondo Bain & Company,
a una crescita del 5% in valori nominali (e del 9% al netto degli effetti
di cambio). Tale crescita ha permesso al mercato di “riguadagnare” la
valorizzazione retail di 134 miliardi di euro, picco massimo raggiunto
nel 2001 e nel 2002.
+10%
Incremento atteso
fatturati 2005
(imprese associate Altogamma)
L’anno che sta per terminare dovrebbe rivelarsi
ancora migliore. L’Associazione Altagamma valuta del 7% l’incremento
complessivo del mercato, un dato che per le aziende del made in Italy
dovrebbe risultare superiore. Le aziende associate ad Altagamma sono
circa una sessantina e potrebbero mediamente registrare un incremento
dei fatturati nell’ordine del 10%. Tra queste, sono
del tutto marginali – appena uno o due - i casi di bilanci che
si chiuderanno in perdita.
Prendendo in considerazione il biennio, la dinamica si può scomporre
sia per aree geografiche sia per categorie merceologiche. Per quanto
riguarda le prime, i mercati che stanno registrando la maggiore evoluzione
sono quello asiatico (cinese in particolare) e quello russo, anche nella
sua “versione turistica” all’estero. Del resto è un
po’ tutto il travel retail a continuare a rappresentare un canale
di sviluppo. E se l’importante mercato americano sta dando segni
di ripresa, meno solida è invece la crescita europea, con l’Italia
che di certo non svolge al suo interno un’azione di traino.
+50%/70%
Crescita annua mercato cinese
In termini
di prodotti, vanno segnalate le buone performance delle prime linee
di abbigliamento donna, delle calzature, della pelletteria e della
gioielleria, unita a una ripresa dell’orologeria, una categoria
rimasta a lungo in penombra. Se poi, dietro ai prodotti, si guarda
ai target, sia Bain che Altagamma sono concordi nel ritenere in
forte crescita il consumatore maschile e in progressiva affermazione
la donna “self spender”. Dal punto di vista delle
chiavi di lettura trasversali del mercato, si assiste a una sua progressiva “brandizzazione”.
Si fa strada inoltre il fenomeno “cheap & chic”, sebbene
per il momento coinvolga solo i prodotti più maturi, a cominciare
dall’abbigliamento.
Ma in questo quadro, che sembra deporre bene
anche per il 2006, a cosa si deve il particolare successo italiano? “Per
quel che riguarda le nostre imprese”, risponde Armando Branchini,
segretario generale di Altagamma, “le ragioni sono tre: la prima
ha a che fare con la crescita dei punti vendita diretti, che erano 3.640
a inizio anno e saranno vicini ai 4mila nel mondo nel gennaio 2006; la
seconda è il
cambio, grazie a un euro che è si è un po’ indebolito;
e la terza si lega invece a un approccio differenziato alla globalizzazione,
nel senso che in ogni mercato le imprese, attraverso i loro prodotti
e il loro marketing, cercano sempre più di effettuare una mediazione
della cultura locale”.


