Dal Mondo Economico

 

In collaborazione con Espansione
A cura di Giovanni Centola

Edilizia

EDILIZIA da +1 (2005) a +1 (2006)

l settore edilizio rallenta la sua corsa, ma è sempre protagonista di una crescita in termini reali, che nell’anno che sta terminando è stimata da Ance nell’ordine dell’1,5% (+3,1% nel 2004). Si tratta dell’ennesimo risultato positivo, che porta il totale degli investimenti annui a quasi 129 miliardi e che quest’anno si deve confrontare con un crescita del Pil stentata, se non nulla.

128,9 miliardi

Totale degli investimenti
annui in edilizia

Come l’anno scorso, il tasso maggiore di crescita spetta all’edilizia residenziale (pari al 56% del totale edilizia), che si appresterebbe a chiudere l’anno con un +2,2% reale, a sua volta scomponibile nel +2,5% del neo-costruito e nel +2% delle ristrutturazioni. A proposito di queste, nei primi 8 mesi dell’anno le richieste di agevolazioni fiscali sulle spese di manutenzione straordinaria di immobili abitativi sono state 207mila, un dato che si segnala in flessione sul corrispondente periodo del 2004, ma che resta sui livelli di utilizzo più elevati dall’inizio dell’applicazione del provvedimento.
L’Ance nota come in questi anni tali agevolazioni “abbiano sostenuto non solo l’incremento dell’attività produttiva e dei livelli occupazionali, ma anche inciso in modo rilevante sull’emersione del lavoro irregolare”, che nell’edilizia sarebbe sceso al di sotto della media di tutti i settori (13,4%), rispetto al 16,5% del 1998.

207 mila

Richieste di agevolazioni
fiscali per ristrutturazioni
nei primi 8 mesi del 2005

In quanto all’edilizia non residenziale privata (che pesa sul totale edilizia per il 26%), anche quest’anno per la terza volta consecutiva avrebbe registrato una flessione, seppure molto limitata (-0,1% reale). Tali performance sono chiaramente da mettersi in relazione ai cali di crescita dell’attività produttiva.
Le opere pubbliche, con un +1,7% reale, avrebbero infine realizzato addirittura il nono anno consecutivo di crescita ininterrotta degli investimenti. Il dato risulta comunque dimezzato rispetto al 2004, riflettendo la bassa crescita degli importi dei bandi di gara (+1,5% nei primi 7 mesi dell’anno). Da rilevare, in questo quadro, la quota sempre più rilevante dei “maxi-lavori”, il cui ciclo produttivo è di solito più diluito nel tempo rispetto a quello delle opere di più modesta entità. Se per esempio ancora nel 1998 la parte di bandi di gara per opere pubbliche con un valore superiore ai 15 milioni di euro rappresentava il 23,6% del totale, oggi tale quota si attesta quasi sul 45%, e questo a dimostrazione della volontà politica di dar corso a programmi per le grandi infrastrutture.
Per il 2006 la previsione di crescita degli investimenti si colloca tra il +1%, stimato dall’Ance, e il +1,5-2%, frutto della valutazione di altre fonti. In ogni caso, le abitazioni dovrebbero ancora sovraperformare sia le opere pubbliche sia i fabbricati non residenziali destinati ad attività non economiche.
Sulla sostanziale tenuta del residenziale (prezzi e vendite), l’Ance trae motivo di conforto soprattutto da due elementi: il primo è dato dal livello raggiunto dai canoni di locazione, che per i conduttori continuano a suggerire l’opzione dell’acquisto; e il secondo, in chiave di lettura storica del mercato, tiene conto della crescita dei redditi (inferiore a quella dei prezzi delle case), dell’accresciuta capacità di accesso ai mutui e del livello ancora basso dei tassi di interesse, per concludere che oggi, mediamente, per comprare una casa nuova occorrono 10,6 annualità di reddito, contro sì le 8,2 del minimo del 1998, ma anche le 15 del 1991. Come a dire che gli italiani le case se le possono ancora permettere, sia nuove (come nel caso appena citato), che nell’usato - da ristrutturare e non.


crescita reale del settore
bando di gara per opere pubbliche secondo le classi di importo

Annualità di reddito impegnate dalle famiglie per far fronte al pagamento della quota contanti e delle rate di mutuo per l'acquisto della nuova abitazione

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