Dal Mondo Economico

 

In collaborazione con Espansione
A cura di Giovanni Centola

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Superando le stime di preconsuntivo di qualche mese fa, per le costruzioni il 2004 si è rivelato un buon anno. Secondo Ance gli investimenti complessivi sono stati pari a 121,5 miliardi di euro, il che significa che al netto dell’inflazione di settore - calcolata in un 4,4% - la crescita è stata del 3,1%. Tale performance è stata la sesta consecutiva a segno positivo dopo il biennio di crisi del 1997-98 e fa seguito a un 2003 relativamente sottotono.

121,5%

Totale degli investimenti 2004 in valori correnti

A trascinare la crescita sono stati essenzialmente gli investimenti in abitazioni (+4,8% di incremento reale), sia nuove (+4,5%), sia in relazione a interventi di riqualificazione del patrimonio già esistente (+5%). Sul primo fronte la domanda sostenuta delle famiglie nell’edilizia residenziale è stata resa possibile, almeno in parte, dall’incremento dei mutui erogati dalle banche (+17,4%); e sul secondo è stata senz’altro incoraggiata dalla proroga dell’agevolazione del 36% in termini di bonus fiscale (+11,4%). Una misura legislativa che ha quindi contribuito a rinsaldare il sorpasso del valore complessivo delle manutenzioni straordinarie su quello del neo-costruito. 

Da segnalare per inciso la crescita dell’acquisto di abitazioni da parte di soggetti extracomunitari (in Italia, secondo Caritas, oltre 3 milioni). In diverse province, a cominciare da quelle di Roma, Vicenza, Modena e Trieste, la loro incidenza sul totale delle compravendite è oramai compresa tra il 10 e il 20%. “Tra i fattori che determinano l’intenzione all’acquisto da parte degli extracomunitari è ravvisabile non solo il già eccessivo aumento dei canoni di locazione”, osserva Claudio de Albertis, presidente di Ance, “ma anche un comportamento a volte discriminatorio degli affittuari nei confronti degli immigrati, che determina una reticenza ad affittare o una lievitazione ulteriore dei canoni”.

22,3%

Il contributo alla crescita del Pil degli investimenti in costruzioni

Abitazioni a parte, meno bene sono andate le altre due macro-aree dell’edilizia. Gli investimenti in fabbricati non residenziali destinati ad attività produttive hanno accusato una contrazione reale dello 0,6%, scontando il più generale rallentamento economico. Secondo un approfondimento di Ance sui propri associati, l’effetto sulle costruzioni sarebbe stato particolarmente accentuato nei settori dell’agricoltura e dell’industria, mentre avrebbe avuto toni ben più ridotti nel commercio, nel comparto alberghiero e nei servizi in genere. In quanto alle opere pubbliche – la terza macro-area – nel 2004 hanno segnato un +3,5%, e questo a dispetto dei temuti tetti di incremento della spesa da parte delle amministrazioni.

Lo scenario delineato dall’associazione dei costruttori per il 2005 riporta la crescita reale del settore all’1,7%, vale a dire sui livelli del 2003. Su tale rallentamento si farà soprattutto sentire la flessione dell’edilizia abitativa in entrambe le sue componenti (+2,2% di media ponderata). Dopo due anni negativi, riguadagneranno per contro la crescita i fabbricati non residenziali (+0,5%), in base al pronostico Ance di “possibili evoluzioni dell’economia nella seconda metà dell’anno”. Le opere pubbliche dimezzeranno infine la propria crescita all’1,7%, anche se qui De Albertis esprime “il persistere di un quadro di incertezza sulla reale applicazione del tetto di spesa del 2% imposto alle pubbliche amministrazioni”.

Dinamica degli investimenti in costruzioni in termini reali (%)

* Previsioni          ** +2,5% il nuovo e +2% le manutenzioni straordinarie
 
Ripartizione del settore per macro-aree (% a valori correnti 2004)

 

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