Dal Mondo Economico
Intervista a: Dott. Andrea Ulliana, Responsabile Relazioni Esterne e Risk Manager - Sitindustrie
- Con circa 300 milioni di euro di fatturato, il gruppo Sitindustrie è uno dei maggiori produttori mondiali di tubi inox e in lega di rame – tubi rivolti soprattutto ai settori oil & gas, alimentare e farmaceutico i primi, e al settore della dissalazione e ancora a quello energetico i secondi. Altre rilevanti aree d’attività sono le barre in rame per l’elettromeccanica e, grazie alla controllata svizzera Zwahlen & Mayr, le costruzioni metalliche. Il gruppo, con sede a Valduggia (VC), conta in tutto una quindicina di stabilimenti produttivi, dei quali la metà all’estero. E all’estero – soprattutto in Francia, Germania e Gran Bretagna - è realizzato quasi il 60% del fatturato. L’incidenza del fatturato fuori dall’Italia sarebbe ben maggiore se fossero conteggiati tutti i prodotti con destinazione finale (soprattutto il Golfo Persico) e che però sono originariamente acquisiti da società di ingegneria italiane.
- Con il nome di Valvometal, Sitindustrie nasceva esattamente 50 anni fa per l’iniziativa di Germano Bocciolone nella rubinetteria industriale. Fondamentali per la crescita si rivelavano i primi anni Settanta, quando Bocciolone intuiva le forti potenzialità dei tubi saldati in acciaio inossidabile e su queste creava Sitai, da allora una delle aziende leader del comparto. Grazie a una serie di acquisizioni mirate sia in Italia che all’estero, fino agli anni Ottanta inoltrati il gruppo si sviluppava molto anche per linee esterne. E così avrebbe grossomodo assunto la fisionomia attuale, incentrata su 5 divisioni: Acciaio Inox, Metalli non ferrosi, Costruzioni, Valvole e fonderie, Attività diversificate.
- Nel 1993, a seguito della scomparsa del fondatore, alla guida del gruppo subentravano i figli. Oggi Fausto e Massimo condividono la posizione di amministratore delegato (con Fausto che è anche presidente). Sitindustrie resta comunque una realtà interamente di proprietà della famiglia Bocciolone. Delle tematiche attinenti al gruppo piemontese, Assiteca approfondisce qui di seguito qualche ulteriore aspetto intervistando Andrea Ulliana, alla sede di Valduggia dal 1997 e attualmente – abbinamento abbastanza inusuale – responsabile sia delle relazioni esterne che del risk management.
SITINDUSTRIE, Tubi tecnologici e a formato export
D. Dottor Ulliana, a cosa deve Sitindustrie le sue leadership nei tubi inox e in lega di rame?
R. Innanzitutto al presidio di quelle fasce di mercato nelle quali è richiesta molta attenzione alla qualità ed alla tecnologia delle produzioni e nelle quali la variabile prezzo si rivela per i clienti meno importante. Qualità e tecnologia sono, infatti, il frutto della nostra lunga esperienza produttiva unita ai continui investimenti in ricerca. Esse ci permettono di rimanere competitivi anche di fronte alla forte concorrenza dell’Oriente emergente. Le produzioni di Paesi quali Cina, Malesia e India godono del vantaggio dei costi e il dato logistico della lontananza dai mercati europei non è una barriera rilevante.
D. E’ così importante la ricerca? I vostri non sono in fondo settori maturi?
R.Naturalmente, proprio perché si tratta di settori consolidati da anni, in alcuni casi definibili “maturi”, l’innovazione è incrementale e l’attenzione deve essere riposta in ogni minimo particolare. Modeste riformulazioni nel mix delle leghe utilizzate - che facili da mettere a punto non sono - possono così fare la differenza.
D. E in tema di qualità che esempio si può fare?
R. In questo caso si pensi alla “pulizia” dei tubi o alla perfezione della saldatura, che hanno rilevanza nelle forniture al settore energetico, alimentare e farmaceutico.
D. La pronunciata articolazione di società all’interno del gruppo e la sua presenza in una pluralità di settori, più che apportare valore aggiunto di diversificazione, non rischiano di sottrarre attenzioni ed energie dal core business?
R. In buona parte, a ben vedere, l’articolazione delle società e delle produzioni non fa che approfondire le nostre specializzazioni, sviluppando nicchie di mercato con un’offerta del tutto complementare e integrata in quella già esistente. Sitindustrie Marine, che ha esordito l’anno scorso (con base commerciale a Marsiglia) nei tubi in cupro-nickel rivolti ai settori dell’Off-shore e della cantieristica navale, rappresenta per esempio una normale declinazione tecnologica delle nostre attività più tipiche.
Aggiungo comunque che i soli tubi inox, quelli in lega di rame e le barre (sempre in rame) rappresentano da soli circa l’80% del nostro giro d’affari. E un altro 10% è costituito dalle costruzioni metalliche. Focalizzati, quindi, lo siamo. E cerchiamo comunque di esserlo, visto che negli ultimi anni abbiamo comunque dismesso una serie di business marginali.
D. A proposito di costruzioni metalliche, la vostra controllata svizzera Zwahlen & Mayr è quotata in Borsa, mentre la holding Sitindustrie non lo è. Dal che discendono due domande: quanto è importante per il vostro gruppo la continuità della proprietà e della conduzione famigliare? E avete comunque anche voi progetti di quotazione?
R. La famiglia Bocciolone in azienda è importante perché è in grado di dare una linea strategica precisa in un’ottica di lungo termine. In quanto alla Borsa, ci abbiamo pensato anche per l’Italia, ma i tempi non sono ancora maturi.
D. Ritiene che le attività del gruppo siano tali, per più aspetti, da poter offrire un osservatorio privilegiato delle evoluzioni in divenire dell’economia mondiale?
R. Direi di sì. Perché abbiamo sicuramente un rapporto ravvicinato con il settore energetico, che è (seppure in gran parte indirettamente) un nostro grande cliente. E, oltre che di gas e petrolio, seguiamo da vicino anche la dinamica di altre materie prime, in questo caso rifornendoci, come nel caso del rame e dell’acciaio, oppure in più anche effettuando coperture del rischio finanziario (rame e nickel).
D. Ciò detto, come si profila secondo voi il futuro a medio termine dei prezzi di queste materie prime?
R. In generale c’è molto fermento. Nel settore energetico la produzione si sta adeguando alla forte domanda internazionale – leggi soprattutto cinese - e nel medio periodo si raggiungerà forse la stabilità dei costi, sebbene su livelli relativamente alti. Lo stesso, credo, si possa dire per le altre materie prime nel qual caso, in particolare, prima della stabilizzazione dei prezzi si assisterà a un’elevata volatilità.
D. E’ dunque spuntata di nuovo fuori la Cina, ancora più in chiave di minaccia che come un’opportunità. Ma la Cina è per voi anche un mercato?
R. Al momento le nostre vendite in Cina non sono ancora significative. E’ chiaro però che si tratta di un mercato con progetti enormi e al quale guardiamo con interesse, sperando di accrescervi la nostra presenza. La Cina, infatti, è un’opportunità che vogliamo cogliere.
D. Come affrontate il rischio nel gruppo Sitindustrie?
R. Fondamentalmente proteggiamo i rischi industriali e del credito. E nel caso specifico, essendo insediati produttivamente in diversi Paesi, preferiamo differenziare a livello locale i nostri programmi assicurativi, aderendo alle peculiarità tipiche di ogni singola realtà.

